ARCHIVIO U.N.I.T.A

CHI SIAMO

I centri che aderiscono a U.N.I.T.A

Progetto Divenire

 

Via G. Groppello 14, 10138 – Torino                                                  
progettodivenire@gmail.com
https://progettodivenire.wixsite.com/lucianopalladino

Dott. Luciano Palladino

Direttore scientifico

Studio Medico Dr. Zichichi

Via Carmelo Trasselli  3, 90129 – Palermo 
studiomedicozichichi@gmail.com

 

Dott. Giacomo Zichichi

Presidente

Dott.Giacomo Zichichi

Associazione Evoluzione 

Via Don Minzioni 22/2 , 16035 – Rapallo

evoluzionebenessere@libero.it

 

Dott.ssa Giovanna Are
Membro commissione valutazione scientifica

Lilt, Lega Italiana per la lotto contro i tumori
Via IV Novembre 21, 23100  – Sondrio 
sede.centrale@lilt.it

 

 

Dott.ssa Silvia Forni
Membro commissione valutazione scientifica

 
 
Il nostro pensiero

E’ necessario avere una visione, un’idea forte e un progetto chiaro per realizzare una comunità che sia organizzata e funzionante. 

Si è scelto Unita non solo come acronimo ma come nome che significa dare una forma che esprima interezza e senso di fiducia per chi si avvicina ad intraprendere una professione e per dare sicurezza a chi già la possiede. L’idea è di organizzare una struttura che funzioni da una parte come agenzia di tutela professionale, di ricerca scientifica e dall’altra possa in diversi modi dimostrarsi opportunità di servizi non solo ai professionisti ma con progettazioni solidali.
Un’idea è come un seme ha bisogno di germogliare e per questo di persone che se ne prendano cura. Il girasole che accompagna “Unita” si orienta verso l’energia ambientale quella più importante per la vita. Una relazione con il mondo circostante (territorio locale e territorio nazionale)per operare azioni determinate e scelte corrette.A tal fine “U.N.I.T.A.” nasce con l’intento di creare un profilo etico-sociale, con valori che possano interpretare una cultura di servizio e di responsabilità , collocandosi nell’ambito della ricerca e della professione.Non intende essere un semplice contenitore ma proprio una comunità, una pluralità articolata che sia unita come luogo di incontro e di scambio. Luogo generativo, punto di partenza per dare valore e partecipazione.

 

 
Our thinking
We need to have a vision, a strong idea and a clear project to create a community that works and it’s well organized.We have chosen UNITA not only as an acronym but as a name that means giving a chance of trust to people that are working or that are going to work as autogenic training operator. The idea is to organize a platform that works on one side as an agency that protects the profession and it’s used to do scientific researches, and on the other side, that shows opportunities of different services.An idea is like a seed that needs to grow and of people that takes care of it. The sunflower, symbol of UNITA is oriented to the energy of the environment, the most important for the life.In this sense, UNITA was born with the intention of creating a social and ethical profile, with values that reflect a culture based on responsibility.It’s a real community, a platform to meet professionals and confront each other. It’s a starting point to give values and participation.

 

BORSE DI STUDIO

Borsa di studio  Heinrich Wallnoefer”

 

Il Prof.H. Wallnöfer rappresenta il principale referente culturale del metodo di H.I. Schultz; riconosciuto a livello internazionale con un’esperienza clinica, teorica e scientifica svolta in più di 50 anni di attività.Allievo di H. Schultz, è stato il più attento ricercatore e divulgatore scientifico della metodologia autogena, ampliando il panorama delle tecniche autogene con l’integrazione di altre tecniche e pratiche di varie culture.


 

Professore .H. Wallnöfer

 

La sua opera in campo internazionale ha contribuito alla creazione di organizzazioni e simposi di grande valore.egli ha sviluppato una prospettiva autogeno-analitica, con una prospettiva creativa e integrativa.
Ha prodotto testi e pubblicazioni in diverse lingue.
Si è reso celebre per la formazione specialistica a colleghi di tutto il mondo, per questo riteniamo sia l’artefice della diffusione del metodo e a suo nome viene riconosciuta la borsa di studio di colleghi che vogliono produrre formazione dentro Unita.

 

 
SCOLARSHIP
Prof. H Wallnöfer represents the main cultural reference of the I.H. Shultz method, bestknow internationally thanks to a scientific, theoretical and clinical experience developed in more than 50 years of activity.
As a student of prof. I.E. Shultz, prof. Wallnöfer has been the most observant fellow researcher and promoter of the autogenous methodology. He has widened the corpus of the autogenous techniques, introducing methodologies and practices inspired by other cultures.
His international level activity has concurred in creating high value international organizations, professional bodies and conferences.
He has developed an autogenous-analytical perspective, inspired by a creative and supplementary methodology.
He had become recognized for the specialized training to colleagues all over the world, he has contributed to popularize the method and a special scholarship on his name is assigned to fellow colleagues that want to master the subject U.N.I.T.A.

 

COMUNITA’

 “Chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l’avesse”.  

La comunità Unita è una comunità progettuale e di ricerca, in cui ogni partecipante è impegnato a svolgere progetti e ricerche.
Quali comunità?

COMUNITÀ SOCIALE 

La comunità sociale è il fondamento delle relazione professionali e di costruzione di nuove attività sia a carattere nazionale che internazionale. La comunità sociale si allarga a tutti coloro che entrano in contatto con Unita e vogliono costruire relazioni. La comunità sociale è la possibilità di costruire relazioni speciali ed uniche tra soggetti diversi, tra diversi paesi e tra diverse comunità scientifiche e professionali. Rappresenta la vita sociale e universale degli esseri umani e pertanto nell’impegno di produrre buone relazioni a diversi livelli: individuale, collettivo, globale.

 
Social community is the base of professional relationships and fundamental of new activities spread at both nationally and internationally.
Social community is open to whom is interested to create bonds with Unita and want to build relationships. Social community is the bridge the helps creating unique and special relationship between different subjects, amongst different countries and scientific and professional communities.
It represents human beings in all aspects of universal and social life, and a such it creates the fundament to build positive relationships at all levels: individual, collective and global

COMUNITÀ VIRTUALE

 

La comunità virtuale è la possibilità di svolgere formazione, aggiornamento, orientamento ed incontri tramite i dispositivi web per una presenza che facilità l’incontro di soggetti di varie aree geografiche e per ridurre costi e impegni. 
La comunità virtuale è lo strumento tecnologico attuale dove poter far incontrare diversi soggetti (singole persone, aziende, gruppi). Con diverse modalità si incontrano via web all’interno di un ambiente specifico, realizzato per attività e obiettivi specifici, e che privilegiano modalità di interazione. E’ una comuntà di interessi comuni, con una dimensione informativa, e una comunità di relazione, nella quale incontrarsi per rendere facile la partecipazione.
 
Virtual community is the possibility to train, develop, update, orienteering and meet via Web tools. It eases meeting subjects of different geographical regions, to reduce costs and simplify logistics. Virtual community is the modern technological tool where different subjects meet. Individuals, companies and groups meet in diversified ways, within a specific environment created for specific activities and objectives, favouring direct interactions. It’s a live community that shares common interests, with an informative dimension and a sharing collectivity where members can meet to ease participation
 

 

COMUNITÀ PROFESSIONALE

 

È il riconoscimento di competenze, di metodologie e di attività specifiche nel campo integrato delle tecniche autogene. La comunità professionale si riconosce attraverso la condivisione di un insieme di principi, valori e competenze che si manifestano mediante un Regolamento comune che contiene diverse voci: le finalità, i componenti, gli organi, l’elezione degli organi, le riunioni del comitato scientifico, i compiti dei componenti e modalità di interventi.
 It is about the recognition of special skills, methodologies and activities in the field of Autogenic Techniques. The professional community is recognized through the sharing of a set of values​​and competences that are occurred through a common Regulation that contains several items: the purposes, the components, the organs, the election of the organs, the scientific committee meetings, the tasks of the components and interventions modes .
IUN

 

 

FORMAZIONE

LA TERZA GAMBA

 

15 Settembre 2020 : Meditazione secondo la tradizione di Thich Nhat Hanh 

Come affrontare la vita quotidiana e i nostri impegni con un nuovo approccio alle relazioni e alla relazione con il proprio corpo? Svegliarsi, lavarsi, mangiare, scrivere, camminare, leggere e respirare in consapevolezza  

MEDITAZIONE ANNO 2020-2021 

 

Progetto: “Storie che riposano”

Il webinar “Storie che riposano” è rivolto a psicologi, operatori T.A  e personale educativo.
Propone metodologie autogene, modalità di rilassamento per aiutare i bambini a sviluppare la loro immaginazione, anche a supporto di situazioni critiche e ansiogene. 
Storie che riposano” webinar is particularly suitable to psychologists and primary school teachers. It proposes relaxing practices to help children in developing their imagination, especially fitted for critical and anxiogenous situations. A community for developing projects, perform scientific research, and improve the competences in the health psychology.

 

 Formazione:

-Piemonte 
-Lombardia
-Veneto
-Marche
-Lazio
-Puglia
-Sicilia
-Sardegna 

 
 
 
 

RISORSE

 
 

PROGETTAZIONE

 

Progetti in itinere:
QUALE MODELLO NELLA RICERCA-PROGETT-AZIONE?

Qualsiasi ricerca ha bisogno di determinare un cambiamento dove sperimentatore e sperimentato sono una relazione continua, speciale ed unica. Per far si che il bisogno di conoscenza e il bisogno di salute possono incontrarsi, occorre assumere una visione di sistema che si ispiri solo ad un “pensiero unitario” alla Geymonat. Così dove più cultura, più libertà di pensiero, più progett-azione vengono riconosciuti in una società complessa dove si può esercitare la coerenza della propria ricerca e il rispetto delle diversità dei temi proposti.

RICERCA-PROGETT-AZIONE

L’aspetto centrale del lavoro professionale si basa su due concetti fondamentali che si ritrovano in tutte le tecniche autogene. Il primo elemento è il recupero della centratura sul proprio essere attraverso l’apprendimento e lo sviluppo del Sentire psico-fisico. Tutti i processi di autoconsapevolezza che si ritrovano nelle diverse metodologie si preoccupano di riprendere una propriocezione corporea che per la maggior parte del tempo non viene presa in considerazione. Il secondo elemento è il riconoscimento dell’importanza determinante della relazione tra il soggetto e l’ambiente circostante compresi gli altri soggetti. Non si può prescindere dal concetto omeostatico dominante della vita dove qualsiasi passaggio o trasferimento di strumenti e metodologie che si prendono cura della salute dell’essere umano avviene mediante manifestazioni di scambio energetico e comunicativo secondo l’approccio delle neuroscienze. Pertanto, ogni professionista è impegnato a testimoniare nella propria attività una ricerca che espliciti questi temi e che possa essere comunicata non solo all’interno della comunità ma che sia veicolo di diffusione e sviluppo nel territorio.

 

TECNICHE

 
 

Training autogeno

 
Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento e di psicoterapia ideata negli anni tra il 1908 e il 1912 da Iohannes Heinrich Schultz, neurologo e psichiatra, tedesco (1884-1970).
Pionere della ricerca nell’ipnosi unita all’esperienza di una psicoanalisi con Freud, gli consentono di trovare un metodo che vada oltre i limiti di entrambe. Realizza un approccio nuovo di psicoterapia.
Facendo proprie le ricerche in biologia svolte da K.E. Rothschuh (1936), e riprendendo il concetto elaborato dal sociologo e botanico americano L.F. Ward (1841-1913), la Bionomia diventa per Schultz un “ordine del complesso di leggi della vita” che descrivono le condizioni dell’essere umano.
“Auto-genos” significa che si genera da se stesso, ovvero che crea e produce se stesso; questa è una capacità intrinseca del sistema vivente.
Lo stesso concetto Schultziano di bionomia afferma che “Tutto ciò che vive dimostra un piano e un ordine, un cambiamento, una creazione armoniosa e una limitazione”.
Il piano di vita è testimone dei cambiamenti o gli stili di vita influenzano le evoluzioni della nostra società? L’attuale società dei consumi e  lo sviluppo tecnologico producono, infatti, uno stile di vita dove le relazioni tra gli esseri umani molto spesso diventano complicate e caotiche. Un ritmo frenetico, che spinge sempre in avanti, il tempo sembra scorrere più in fretta, senza essercene mai abbastanza.
Il Training Autogeno una vera e propria Psicoterapia   
Il Training Autogeno non è solo una tecnica di rilassamento, è uno strumento psicologico riconosciuto scientificamente nel campo della psicologia clinica.
I.H. Schultz ha sviluppato a partire dagli anni Venti, una teoria bionomico-autogena ovvero, un percorso psicologico e psicoterapeutico per ottenere un cambiamento permanente. L’invenzione di Schultz ha come obiettivo trasformare e integrare le parti disturbate del soggetto, orientandolo verso un piano più sano che segua le proprie “leggi della vita”.
W. Luthe, collaboratore di I.H. Schultz prosegue la ricerca individuando nella Neutralizzazione Autogena un trattamento terapeutico che mediamente un atteggiamento definito “carte blanche” permette al soggetto di assumere una posizione di ascolto e di osservazione distaccata per una piena consapevolezza della propria unità degli organi (piena consapevolezza).

La pratica dell’autoconsapevolezza

Il T.A. non è solo terapia, ma diventa conoscenza di sé attraverso l’autoconsapevolezza.

Si delinea una ritualità: un tempo dedicato e uno spazio ritrovato, “il rito dell’autogenia”; meditazione e tecniche di rilassamento si possono riassumere nelle seguenti modalità:
1. Tono monotono e calmo;  

2. Assunzione di una postura comoda;

3. Immobile con gli occhi chiusi e luogo tranquillo;

4. Allenamento sistematico alle formule;

5. Uno svolgimento graduale;

6. Atteggiamento mentale predisposto all’interiorità:

7. Lasciarsi andare;  

8. Abbandono dei pensieri;

Una serie di caratteristiche comuni che nel T.A. di I.H. Schultz, come in altre tecniche, creano una dinamica di movimento ridondante e circolare che coinvolge diverse funzioni dell’organismo in una dimensione propria e naturale.

Autogenic training is a desensitization-relaxation technique developed by the German psychiatrist Johannes Heinrich Schultz by which a psychophysiologically determined relaxation response is obtained. The technique was first published in 1932. Studying the self-reports of people immersed in a hypnotic state, J.H. Schultz noted that physiological changes are accompanied by certain feelings Abbè Faria and Émile Coué are the forerunners of Schultz. The technique involves repetitions of a set of visualisations that induce a state of relaxation and is based on passive concentration of bodily perceptions (e.g., heaviness and warmth of arms, legs), which are facilitated by self-suggestions. The technique is used to alleviate many stress-induced psychosomatic disorders.

Autogenic training was popularized in North America and the English-speaking world by Wolfgang Luthe, who co-authored, with Schultz, a multi-volume tome on autogenic training. In 1963 Luthe discovered the significance of “autogenic discharges”, paroxysmic phenomena of motor, sensorial, visual and emotional nature related to the traumatic history of the patient, and developed the method of “autogenic abreaction”. His disciple Luis de Rivera, a McGill University-trained psychiatrist, introduced psychodynamic concepts into Luthe’s approach, developing “autogenic analysis” as a new method for uncovering the unconscious.

Mindfulness

Mindfulness è la traduzione di “sati” che in lingua pali (il linguaggio utilizzato dal Buddha) significa essenzialmente consapevolezza, attenzione sollecita. Queste sono qualità dell’ Essere che possono venire coltivate attraverso la meditazione.
Gli ambiti di  studio ed  applicazione della mindfulness investono le scienze cognitive, le neuroscienze egli ambiti della medicina: quali la medicina comportamentale, la medicina riabilitativa, la ginecologia, l’oncologia,l’endocrinologia, la cardiologia, l’immunologia, l’algologia e la medicina psicosomatica.
Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassana), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, ma solo dagli anni settanta negli Stati Uniti per  opera J. Kabat-Zinn, un medico del Massachusets. Questo modello è  stato oggi assimilato ed utilizzato come nuovo paradigma in alcune discipline mediche e psicoterapeutiche italiane, europee e d’oltre oceano. Si tratta del MBSR (Mindfullness Basic Stress Reduction) e  la MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy), sviluppati da Jon Kabat-Zinn nel 1979 presso il Medical Center della University of Massachusetts.
Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nel qui ed ora, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza.
Dove  si  rivelano: sensazioni,  percezioni,  impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni con l’ambiente.
Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere, con maggiore prontezza, il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. La padronanza dei propri contenuti mentali e degli stili abituali di pensiero (capacità di automonitoraggio e metacognizione) permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

Il disagio dei pensieri nella coscienza  

I pensieri negativi (primari) che originano dalla critica che il soggetto fa a se stesso per il fatto  di sentirsi  ansioso,  depresso o a  disagio,  alimentano l’esperienza  disturbante e  si  aggiungono  ad  ulteriori  pensieri improduttivi (secondari) su di sé. Questo circolo vizioso porta così ad una condizione di essere nemico di sé stesso e di sabotare un atteggiamento salutare nei confronti dell’esperienza.
L’attenzione così focalizzata nel riconoscere questi pensieri e l’allenamento alla piena consapevolezza favorisce il depotenziamento di questi meccanismi che deteriorano l’umore e tengono incatenata la mente in un’abitudine negativa.
La pratica della mindfulness parte dalla riscoperta di metodi di cambiamento psicologico improntati a modalità intuitive di conoscenza di sé, integrandosi a metodi comunicativi per la risoluzione dei problemi. In alti termini, prima di promuovere la messa in discussione delle convinzioni erronee o irrazionali che generano la sofferenza, il terapeuta agisce aiutando innanzitutto la persona a cambiare la relazione con i propri contenuti mentali.
Si è arrivati ad osservare che gran parte della sofferenza dipende infatti dall’identificazione coi pensieri (“io sono i miei pensieri”, “i pensieri sono fatti”), mentre il primo passo verso il cambiamento avviene grazie ad un allontanamento cognitivo dalle esperienze che si impongono nel  campo di coscienza (“io ho dei pensieri ma non sono i miei pensieri”). I pensieri sono ipotesi o abitudini mentali.
Tale cambiamento genera la capacità flessibile di operare, quando necessario, un distacco dai contenuti mentali, che consente di osservarli con maggiore chiarezza. Questo distacco (detached mindfulness) diminuisce la reattività automatica che conduce ogni essere umano a elargire rapidi sforzi per evitare la sofferenza.
Questi sforzi, piuttosto, possono essere di per sé apportatori di ulteriore sofferenza, poiché si basano su ideali irrealistici di  “trasparenza” emotiva, rimarcano l’inaccettabilità del momento presente e pongono gli obiettivi di felicità nel futuro.

Accogliere il presente    

La mindfulness attiva esperienze di accoglimento del presente, di comprensione più ampia e delicata delle difficoltà, di tolleranza delle emozioni e delle percezioni negative come esperienze da includere con equilibrio nel proprio percorso esistenziale. Equilibrare significa mantenere uno stato emotivo stabile, responsivo e non reattivo, propizio alla focalizzazione dell’attenzione sul momento presente e caratterizzato da costanza dell’umore, distacco e serenità al cospetto delle cose e dei fenomeni effimeri.
Lo sviluppo della facoltà concentrativa della mindfulness è contemplato in momenti “formali” (il protocollo M.B.S.R.  (Mindfulness-Based Stress Reduction) prevede cicli di otto settimane in cui si apprendono otto differenti esercizi di meditazione della durata che va dai tre ai trenta minuti) e a momenti “informali”, che consistono nel promuovere un abito mentale costante improntato alla continuità della consapevolezza nella vita quotidiana.
Mindfulness is the psychological process of purposely bringing one’s attention to experiences occurring in the present moment without judgment, which one develops through the practice of meditation and through other training.
 Mindfulness derives from sati, a significant element of Buddhist traditions and based on ZenVipassanā, and Tibetan meditation techniques. Though definitions and techniques of mindfulness are wide-ranging. Buddhist traditions explain what constitutes mindfulness such as how past, present and future moments arise and cease as momentary sense impressions and mental phenomena. Individuals who have contributed to the popularity of mindfulness in the modern Westerncontext include Thích Nhất HạnhHerbert BensonJon Kabat-Zinn and Richard Davidson.
Mindfulness as a practice is described as:
·       “Mindfulness is a way of paying attention that originated in Eastern meditation practices
·       “Paying attention in a particular way: on purpose, in the present moment, and nonjudgmentally”
·       “Bringing one’s complete attention to the present experience on a moment-to-moment basis”
According to Steven F. Hick, mindfulness practice involves both formal and informal meditation practices, and nonmeditation-based exercises. Formal mindfulness, or meditation, is the practice of sustaining attention on body, breath or sensations, or whatever arises in each moment. Informal mindfulness is the application of mindful attention in everyday life. Nonmeditation-based exercises are specifically used in dialectical behavior therapy and in acceptance and commitment therapy.
 
Meditazione
La Meditazione traslata nel metodo mindfulness trova applicazione anche in quei disagi esistenziali non direttamente ascrivibili a disturbi o patologie vere e proprie, ma avvertiti come eccesso di pensiero o “neoplasia cognitiva”.
Di notevole interesse è la mole di evidenze scientifiche che attestano gli effetti della pratica meditativa assidua su alcune strutture anatomiche chiave del cervello adibite alla regolazione delle emozioni e sull’attività cellulare di interi distretti dell’organismo. Le zone principalmente interessate sono la corteccia del lobo prefrontale sinistro (sede delle emozioni positive); i nuclei profondi dell’emisfero destro (parte intuitiva e digitale dell’esperienza esistenziale e percettiva) e dell’amigdala (esperienza della paura).    
Queste tecniche basate sull’autoconsapevolezza si possono collocare nell’ambito più ampio della psicologia costruttivista, sono a disposizione per il trattamento di molteplici patologie, fra cui:
·     Depressione e disturbi dell’umore
·     Ansia
·     Attacchi di panico
·     Disturbo ossessivo-compulsivo
·     Disturbi con componenti psicosomatiche
·     Disturbi alimentari,
·     Disturbo borderline

Osservazione Cosciente  

L’osservazione di Sè apporta determinati cambiamenti ai processi interiori dell’uomo. Mediante l’osservazione di Sè, l’uomo getta, per così dire, un raggio di  luce sui propri processi interiori, che avevano fino a quel momento funzionato nell’oscurità più¹completa. E sotto l’influenza di tale luce, i processi stessi cominciamo a cambiare. (G. Gurdjeff).
L’osservazione cosciente è il denominatore comune delle pratiche tradizionali come delle tecniche e delle metodologie occidentali. Lo stesso Schultz nel secondo volume presenta diverse metodologie dallo Yoga alla meditazione in un confronto di ricerca scientifica.

Il Fenomeno Primordiale 

Ecco  il  primordio,”l’originario fenomeno” che si rivela  come un aspetto comune, reiterante il bisogno presente nelle diverse culture, discipline, filosofie e religioni, nei  tempi che si succedono nella storia umana.
Ecco la manifestazione cosciente di suoni, immagini, parole, frasi, preghiere che, con una sequenza monotona e calma, si presenta facilitata da una postura stabile preferibilmente immobile e con gli occhi chiusi in luogo prescelto.
“Come l’albero nel succedersi delle stagioni germoglia, fa frutti e poi si spoglia per rigenerarsi di nuovo, così la vita nelle sue manifestazioni produce la stessa dinamica di interazioni con l’ambiente dal  quale non può essere separata”.
Il maestro Thich Nhath Hanh monaco Zen, spesso, riporta come esempio: la relazione tra l”albero e l’ambiente, come tra l’essere umano e il suo contesto ambientale essi inter-sono. S’intende che non sono mai separati, perché entrambi sono artefici della reciproca esistenza. Così come nella sperimentazione scientifica l’osservatore  non è mai separato dall’osservato. Il  sistema produce se stesso in piena autonomia ma nello stesso tempo è  influenzabile dagli eventi esterni.

Affermazione scientifiche di guarigione  

Tra i diversi maestri e le diverse concezioni filosofiche e religiose, Paramanhansa Yogananda, maestro indiano e fondatore del 1920 a Boston della Self Realization Fellowship, ebbe grande sviluppo prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. Con l’insegnamento del Kriyga Yoga (Yoga Pratico), è tra i primi testimoni dell’integrazione tra le diverse tradizioni religiose e la modernità di tecniche scientifiche.
Nel piccolo manuale “Affermazioni scientifche di guarigione”, egli espone una concezione religiosa universale in cui la pratica è una tecnica di affermazioni che ha l’obiettivo di modificare gli stati malati dell’uomo. Dalle regole preliminari si nota come occorra: “un ambiente tranquillo, una sedia, la chiusura degli occhi, alcune respirazioni profonde, il corpo immobile, sgombrando la mente da tutti i pensieri e  le preoccupazioni, ripetere, dapprima a voce alta fino a poi ad una ripetizione mentale, le affermazioni prescelte”.

 

BIBLIOTECA

 
Nella Biblioteca saranno messi in vetrina i libri che specificano le attività professionali della comunità Unita.
Ogni componente della comunità Unita può proporre di aggiungere e aggiornare la biblioteca e le pubblicazioni.

eBook “LA TERZA GAMBA: una via d’uscita dall’emergenza” di Luciano Palladino.

Consigli pratici per gli episodi critici al tempo di pandemia.
eBook disponile su Amazon, clicca qui per il link diretto. 
 

“LA TERZA GAMBA: una via d’uscita dall’emergenza” di Luciano Palladino


La terza gamba è un breve manuale che si rivolge a chi sta attraversando un momento critico e ha bisogno di un aiuto semplice e immediato, offrendo strumenti pratici da applicare nei momenti di disagio.

  https://www.tabedizioni.it/shop/product/la-terza-gamba-223

 

Metodologie Autogene: Metodi e tecniche di autoconsapevolezza di  Luciano Palladino

Il bisogno di riposo è una richiesta irrinunciabile nel mondo della velocità. Un excursus sul valore del fermarsi in modo consapevole non solo per recuperare energia, ma per cambiare stile di vita.
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COMUNITÀ DI PRATICA

È la condivisione di pratiche e tecniche autogene fondamento del lavoro professionale e della “mission” del progetto Unita. Si tratta di ritrovarsi insieme e svolgere la pratica insieme. Il fine della comunità di pratica è il miglioramento collettivo. Il modello di riferimento è un’ intelligenza condivisa, non esistono spazi privati o individuali, nella pratica si condivide l’esperienza. Le comunità di pratica tendono all’eccellenza, a scambiarsi reciprocamente ciò che di meglio produce ognuno dei collaboratori. Il metodo privilegiato è costruttivista, dove si costruisce una conoscenza collettiva condivisa, un modo di vivere, lavorare e studiare, una concezione che si differenzia notevolmente dalle società di tipo individualistico, dove prevale la competizione. Le comunità di pratica sono “luoghi” in cui si sviluppa apprendimento, e ciò che cambia rispetto al passato è il modo e i mezzi per svilupparlo. La conoscenza diviene un mezzo per costruire collettivamente, seguendo il metodo del costruttivismo sociale.
It is the sharing of Autogenic practices and techniques which are the base of the professional work and of the “mission” of Unita project.
It is about getting together and practice together. The goal of the practice community is collective improvement. The reference model is a shared intelligence, there are no private or individual spaces, each practice experience is shared. Communities of practice tend to excellence, to exchange each other what the best produces each of the collaborators. The preferred method is constructivist, where a shared collective knowledge is built, a way of living, working and studying, a concept that differs significantly from individualistic societies, where competition prevails. Communities of practice are “places” where learning develops, and what changes from the past is the way and the means to develop it. Knowledge becomes a means of building collectively, following the method of social constructivism.

 

 
 

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